TRADIZIONI

Segni: Cattedrale, dettaglio di affresco

Segni: Chiesa di San Pietro, dettaglio di affresco

Le “tradizioni” non sono simulacri per turisti. A Segni feste e folklore ancora conservano quel carattere di partecipazione corale e profonda che rende una la comunità attraverso lo scorrere del tempo. Le rappresentazioni cicliche offerte ogni anno dalla città incarnano e amalgamano sacro, profano, pagano.

SAN BRUNO

La festa del Santo Patrono di Segni, e perciò la più sentita e la più ricca di eventi. Si festeggia il 18 luglio, quando si svolge il “Palio di S. Bruno”, organizzato dal gruppo ippico locale, che comprende prove di velocità e destrezza con il cavallo. A fine manifestazione è consuetudine lo spettacolo pirotecnico sul monte Pianillo.

SANTA LUCIA

La festa di Santa Lucia (13 dicembre) si svolge nell’antico centro storico, laddove l’antica chiesa dedicata alla santa, ove nel 1173 papa Alessandro III canonizzò Thomas Becket, venne distrutta a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ospita una fiera.

SAGRA DEL MARRONE

La sagra del Marrone si avvicina alla sessantesima edizione ed è un evento molto divertente che vede impegnata l’intera cittadinanza con spettacoli, musica, e l’apertura di cantine e fraschette. Ha luogo durante la penultima domenica di ottobre.

GIOSTRA DEL MAIALETTO

Il ’600 vide una disputa a Segni intorno alla tassa per il pascolo dei maiali. Secondo il popolo essa doveva essere incamerata nei fondi comunitari, mentre i duchi Sforza di Segni volevano assumerla nelle loro casse. In attesa della sentenza giudiziaria i servitori dei signori avevano il lor bel daffare nel cercare di scacciare i maiali dal bosco a colpi di bastone e ramazze di saggina.

La sentenza diede ragione al popolo, che per canzonare i potenti sconfitti istituì la Giostra. Un maialino al quale viene appeso al collo un campanello viene liberato nella cisterna dell’acropoli, e alla presenza chiassosa dei cittadini (in particolare i bambini), dieci rappresentanti delle cinque contrade, bendati e in costume, cercano di toccarlo con una scopa di saggina. Vince la squadra che riesce a colpire più volte il maialino, ma in realtà, poiché anche ogni concorrente porta su di sé una campanella, la gara si risolve in una zuffa a colpi di saggina fra i partecipanti, con grande ilarità del pubblico.

LE CALECARE

L’accensione, al tramonto, delle caratteristiche pire in vari punti della città, accompagnate dalla condivisione di cibo e vino durante il penultimo fine settimana di marzo è un rito primaverile propiziatorio che pone al centro l’incontro e la solidarietà fra i cittadini. Tradizionalmente anche la legna viene offerta dalla comunità a coloro che si occupano di allestire i fuochi. Vince il falò più bello e che riesce ad ardere più a lungo. Questa tradizione era assai diffusa nel centro Lazio, ma sembra ormai essere sopravvissuta unicamente a Segni.