STORIA

Weller, Porta Saracena, 1831

Weller, Porta Saracena, 1831

Insediamenti saltuari sono presenti nel territorio di Segni fin dai tempi più remoti, addirittura risalenti all’età del bronzo. La vera storia di Segni inizia però in epoca protoromana, tempi in cui Segni assurse a grande importanza in virtù anche della sua posizione strategica sulla Valle del fiume Sacco, quindi sulla direttrice che mette in contatto l’alto Lazio con il basso Lazio e la Campania.

Ci è noto che nel 513 a.C. Tarquinio il Superbo, uno dei sette Re di Roma, inviò a Segni dei coloni e una guarnigione armata per proteggere le vie di accesso alla città di Roma. Successivamente, nel 495 a.C., Sesto Tarquinio deduce a Segni una seconda colonia.

In entrambi i casi, come consuetudine di quei tempi, molti coloni romani vennero ad insediarsi nel territorio segnino.

La città tuttavia mantenne la propria primordiale autonomia fino al 340 a.C. quando venne conquistata dai Romani che ben presto però le concessero la dignità di Municipio, con obblighi di alleanza verso l’Urbe, ma con godimento di un’ampia indipendenza.

Già nel 493 a.C. i Segnini avevano sottoscritto il Foedus Cassianum, patto di alleanza stipulato tra le città latine e Roma, al termine della guerra che i Romani avevano intrattenuto con i popoli che si erano ribellati durante il secondo consolato di Spurio Cassio.

Segni fu città tanto fiorente da addestrare milizie proprie con le quali offriva aiuto a Roma; e, unica in tutto il Lazio, a coniare monete d’argento. Su tali monete era riportata la dicitura SEIC a indicare il cinghiale, animale sacro del luogo. Forse da tale parola deriva il nome “Segni”, anche se altri ritengono che l’origine si debba alle insegne (SIGNIA) di Tarquinio il Superbo o alla statua del dio Mercurio (SIGNINUM) presente sul recto delle monete.

In epoca romana Signia è governata da quattro pretori, due per la legislazione e due per il governo effettivo. Alleata fedele, particolarmente nei momenti più difficili, viene scelta dalla Repubblica come luogo di confino dei prigionieri punici durante la guerra contro Annibale il Cartaginese. Durante la battaglia fra Mario il giovane e Silla, i segnini parteggiarono per il primo: alla sua sconfitta (nella battaglia di Sacriporto, vicino Piombinara) la città subì una cruda rappresaglia da parte di Silla.

Si arriva così all’89 a.C. (guerra marsica), anno in cui Segni acquisì il diritto di fregiarsi della sigla S.P.Q.S. (Senatus PopulusQue Signinus).

Durante l’era repubblicana ed il successivo periodo imperiale, a Signia viene costruito il foro, i templi al dio Ercole e alla Bona Dea, vengono innalzati monumenti a varie divinità ed all’imperatore Marco Aurelio Antonino (detto Caracalla) e vengono costruite numerose e lussuose ville nel circondario.

In epoca molto posteriore Segni subì i gravi disagi conseguenti alla guerra greco-gotica che portò un periodo di recessione economico-sociale.

Tra la fine del sec. VI e l’inizio del successivo nacque a Segni Vitaliano, Papa dal 657 al 672. Questi cercò un riavvicinamento con l’Impero Bizantino e con la Chiesa di Costantinopoli, inviò missionari in Inghilterra e diffuse il canto Gregoriano. In epoca bizantina Segni ebbe una ripresa nei commerci e nelle attività produttive.

Successivamente, a cavallo dei secoli XII-XIII, inserita nel Ducato Romano e nel “Patrimonio di S. Pietro”, Segni si sviluppò sotto il dominio della Santa Sede raggiungendo l’apice della fama e l’autonomia locale. In tale periodo Segni divenne residenza estiva dei Papi e vi venne perciò costruito da Eugenio III un palazzo adatto a tale compito, l’attuale Seminario Vescovile. In quegli anni soggiornarono a Segni pontefici di grande importanza come Pasquale II, Eugenio III, Alessandro III e Lucio III il quale che santificò San Bruno, vescovo della città dal 1079 al 1123.

Nel 1353, per far fronte alle angherie dei baroni della Campagna, la città si affidò alla signoria di Giovanni Conti. Divenuta feudo passò, nel 1575, a Mario Sforza. Nel 1557, durante la guerra di Campagna, Segni subì gravi lutti e un terribile incendio. Nel 1585 il Papa Sisto V elevò Segni a Ducato (il primo duca fu Alessandro Conti Sforza). Nel 1639 il ducato fu messo all’asta; dopo alterne vicende fu infine riscattato da Livia Cesarini che diede origine alla famiglia degli Sforza Cesarini. Il 20 Settembre 1870 Segni entra a far parte del Regno d’Italia.

Il resto è storia recente, con la Guerra Libica e le due Guerre Mondiali, conflitti ai quali Segni pagò un forte tributo di sangue, subendo fra l’altro un devastante bombardamento nel Marzo del 1944.