IL MOSAICO

Segni: dettaglio del mosaico di piazza di Santa Maria

Nella piazza di Santa Maria, una serie di prospezioni effettuate con metodi geofisici prima e lo scavo poi hanno restituito nel 2012 la presenza, al di sotto della piazza attuale, di una complessa serie di strutture murarie di età romana e medievale, che hanno mostrato come questo spazio avesse ospitato fino almeno al XVI secolo importanti edifici, proponendo un paesaggio urbanistico assai diverso da quello attuale. L’esempio più notevole, per l’età romana, è lo splendido mosaico policromo tardo repubblicano rinvenuto durante gli scavi che ha destato stupore fra gli specialisti e i molti visitatori accorsi ad ammirarne la straordinaria eleganza che ne fanno un oggetto unico nel panorama archeologico dell’intera area del Mediterraneo.

Il Comune di Segni ha stipulato nel dicembre 2011 con la British School at Rome una convenzione per l`esecuzione di ricerche archeologiche nel centro Lepino. Il Segni Project è incentrato sull’indagine delle due maggiori aree pubbliche della città: il Foro, perpetuato dalla piazza principale di età medievale, e l`area nota come “Prato Felici” o “Orto dé Cunto”, in prossimità dell’acropoli. A Piazza Santa Maria lo scavo ha portato al rinvenimento di un eccezionale mosaico policromo databile intorno alla metà del I secolo a. C. e di importanti resti di un edificio di età medievale, identificabile con la perduta cattedrale. A Prato Felici sono stati riportati in luce i resti di una monumentale cisterna, databile al pieno II secolo a. C., accanto alla quale alcuni livelli archeologici hanno restituito materiali legati alle più antiche fasi di vita della città (già dall’XI secolo a.C.).