MONTI LEPINI

Territorio di Segni: tipico panorama lepino

Territorio di Segni: tipico panorama lepino

Segni è stata definita “la perla dei Lepini”, e cotanta perla riceve luce dal suo meraviglioso contesto naturalistico e storico.

Il territorio dei Monti Lepini è un vero paradiso ancora poco conosciuto, probabilmente perché offuscato dalla ingombrante presenza di Roma. Ciò in fondo ha permesso di preservare queste terre da un turismo consumista e omologante, per cui ancora oggi è possibile incontrarvi una serena armonia di ambiente e tradizione.

Siamo a metà strada tra l’Appennino e il mare. La parola Lepini, che individua la catena montuosa, deriva dal latino lapis cioè pietra. Tale catena fa parte dei rilievi calcarei del Lazio e si estende dai colli Albani ai monti Ausoni. Il comprensorio è comunemente considerato parte del pre-appennino ma, dal punto di vista geologico, si collega direttamente alla catena appenninica.

La peculiare conformazione, unita alla vicinanza del mare, ha creato una grande varietà di microclimi che determinano un’altrettanta varia vegetazione, alla quale si somma l’unico fenomeno geologico di carsismo di tutto il centro Italia, con la presenza di grotte e viste bellissime.

I Lepini però non sono solo natura, sono anche cultura, storia e tradizione.

Nei diciotto comuni che fanno parte del comprensorio, tra vicoli stretti abitati da gente semplice ed ospitale, si incontrano chiese, rocche e monumenti che catturano e affascinano allo stesso tempo.

I diversi paesi nascono in epoche diverse; alcuni hanno visto la luce prima di Cristo, altri molto dopo; dal medioevo comunque, la geografia del comprensorio è rimasta sostanzialmente invariata.

Alcuni paesi sono dominati da palazzi che un tempo furono di principi e baroni; il castello di Sermoneta ne è l’esempio più eloquente. Anche il palazzo baronale di Maenza, quello di Roccasecca dei Volsci, il castello di Priverno e le altre dimore dei signori di un tempo, meritano una visita.

Alcuni paesi hanno cullato l’uomo durante la sua infanzia. Non si possono non visitare allora i tanti resti preistorici custoditi nei diversi musei, le mura dell’Antica Norba, di Sezze o di Artena e i resti di edifici romani disseminati nelle campagne.

Gli eruditi che nei secoli scorsi solcavano le vie dell’Italia alla ricerca dei segni delle antiche civiltà, hanno lasciato descrizioni e schizzi che ricordano il loro stupore di fronte a tanta bellezza.

I Lepini sono stati terre di santi, papi e cardinali. Le stupende chiese, colme di opere d’arte, sono il segno più eloquente di tale passaggio.

La lunga storia porta con sé tradizioni e riti umili che si tramandano di padre in figlio. Le feste di paese sono dei veri viaggi nel tempo alla ricerca del significato antico che gesti e parole portano con sé.

Anche a tavola la tradizione è protagonista; i piatti tipici della cucina contadina sanno stregare i palati più esigenti. Complici di tale magia sono i sapori dei prodotti locali «creati» ancora secondo metodi la cui origine si cela alla memoria.

Le olive e l’olio, il vino, i tartufi e i marroni sono solo alcuni eloquenti esempi di quella selezione che impreziosisce le tavole e i piatti lepini.

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