CAMPAGNA ROMANA

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J. H. Wilhelm Tischbein, Goethe nella campagna romana, 1787, Francoforte

Il nome stesso della regione Lazio richiama l’aggettivo latino latum cioè “ampio, aperto”, una caratteristica dei nostri spazi che ha fornito la più incantevole delle cornici paesaggistiche alla possanza delle rovine archeologiche delle quali è ricco il territorio. Le tracce dell’antico si sono conservate nella loro solitudine bellissima fino all’era moderna, e ancora oggi la Campagna Romana abbraccia la città di Roma preservandone la memoria forse più viva e autentica fra i canti degli uccelli, nella quiete straordinaria e solenne che ha emozionato generazioni di artisti e viandanti.

Dal 18° secolo la Campagna Romana divenne la meta privilegiata di pittori e pensatori che cercavano nelle testimonianze della grandezza di Roma l’ispirazione per un nuovo senso estetico e morale da dare al mondo. Primo fra tutti il padre della letteratura tedesca, Johan W. Goethe.

Segni siede a cavallo dei Monti Lepini che dividono la “campagna” dalla “marina”. Il primo è il versante che guarda all’entroterra, ed è attraversato dalla Via di Roma, cioè l’ultimo braccio della via Francigena che i pellegrini provenienti da Nord percorrevano per raggiungere la capitale del Cristianesimo. Oggi la Via Francigena di Roma tocca alcuni tra i più bei borghi del centro Italia, immersi in panorami incontaminati. L’altro discende dolcemente fino al mare, la cui linea d’orizzonte è visibile da più punti della catena collinare, lungo i percorsi escursionistici, e si apre quasi all’improvviso all’emozione della piana Pontina con il suo clima e la sua vegetazione straordinari.